Sommario
A Milano un momento di approfondimento dedicato a EPBD, organizzazione delle informazioni e interoperabilità come leve operative per fondi e asset manager.
Il 24 febbraio, all’Auditorium BPM di Milano, la RICS Italia Conference 2026 ha riunito valutatori, asset manager, investitori e professionisti tecnici per confrontarsi sull’evoluzione normativa e digitale del settore immobiliare.
Il dibattito ha toccato diversi aspetti legati all’EPBD, alla gestione delle informazioni e ai processi autorizzativi. Nel nostro intervento abbiamo posto l’accento su un punto specifico: come rendere realmente operativo il Digital Building Logbook nella gestione degli immobili.
Durante la sessione Innovation & Tech in Real Estate Industry, il nostro Country Manager Alessandro Lodigiani ha evidenziato come la Direttiva EPBD non introduca soltanto nuovi requisiti energetici, ma ridefinisca il modo in cui le informazioni dell’edificio vengono raccolte, aggiornate e rese accessibili attraverso il Digital Building Logbook.
“Il Digital Building Logbook non è una piattaforma. È interoperabilità. È il passaggio da un archivio statico a un sistema che accompagna l’edificio nel tempo”
La differenza è sostanziale. Un archivio conserva documenti, un logbook registra eventi e aggiornamenti, garantendone la tracciabilità lungo l’intero ciclo di vita dell’immobile: dalla progettazione alle ristrutturazioni, fino alle compravendite.
In questa prospettiva, il Logbook non è un adempimento aggiuntivo, ma uno strumento che può rendere più coerente e trasparente la gestione dell’edificio. Il punto, più che tecnologico, è organizzativo: riguarda il metodo con cui i contenuti vengono prodotti, verificati e messi a disposizione dei diversi attori della filiera.
Cosa cambia per fondi e asset manager
Per chi gestisce portafogli immobiliari, una struttura informativa organizzata incide sia sull’operatività ordinaria sia sulle operazioni straordinarie.
Avere una struttura informativa organizzata significa, prima di tutto, lavorare con dati che non devono essere ricostruiti ogni volta. Significa ridurre il tempo speso a cercare documenti, verificare versioni, colmare lacune.
Nella gestione ordinaria questo si traduce in maggiore controllo sulle caratteristiche tecniche e sulle performance degli asset.
Nelle operazioni straordinarie, due diligence, acquisizioni o dismissioni, si traduce in una minore distanza informativa tra chi vende e chi acquista.
Durante l’incontro abbiamo portato un esempio semplice: il rilievo digitale e la creazione del gemello dell’edificio come primo passo operativo del Logbook. Disporre di uno stato di fatto acquisito in modo strutturato evita sopralluoghi ripetuti, riduce le imprecisioni e offre una base condivisa su cui fondare valutazioni tecniche ed economiche.
Anche sul fronte ESG e reporting il tema è pragmatico. La qualità del dato incide direttamente sulla credibilità delle performance dichiarate. E oggi, in un mercato sempre più attento alla trasparenza, questo aspetto non è secondario.
Interoperabilità: quando l’infrastruttura diventa operativa
Una piattaforma organizzata genera valore solo se dialoga con gli strumenti già in uso.
L’integrazione con i digital twin consente di collegare le informazioni contenute nel Logbook agli elementi fisici dell’edificio, superando la logica del documento separato dalla realtà tecnica. Durante l’evento è stato presentato anche Matterport come esempio concreto di integrazione tra rilievo tridimensionale e sistema informativo.
È stato mostrato come la rappresentazione 3D possa diventare un’interfaccia operativa: un ambiente navigabile in cui misurazioni, tag informativi e documentazione sono associati direttamente agli elementi costruttivi.
Attraverso Matterport è possibile inserire etichette descrittive, rilievi dimensionali e collegamenti documentali nello spazio digitale, associando contenuti tecnici a impianti, superfici e componenti dell’immobile. La visualizzazione tridimensionale diventa così uno strumento operativo per accedere alle informazioni strutturate.
Dal punto di vista gestionale, individuare un impianto nel modello e consultare subito la documentazione collegata riduce la distanza tra archivio e verifica sul campo. L’interoperabilità, quindi, non è un dettaglio tecnico: è ciò che rende il sistema realmente utilizzabile.
“Il punto non è la tecnologia. Il punto è evitare di rifare domani quello che potevamo fare bene oggi.”
Digital Building Permitting
La stessa impostazione vale per il Digital Building Permitting. Qui non si tratta solo di conservare informazioni, ma di rendere più omogenei e trasparenti i processi autorizzativi.
Standard condivisi, integrazione tra BIM e GIS e controlli automatici sui modelli progettuali puntano a ridurre discrezionalità e tempi di istruttoria. Il collegamento con il Logbook è diretto: insieme contribuiscono a costruire una filiera informativa continua, dalla fase autorizzativa alla gestione dell’immobile.
Un’evoluzione già in corso
Dalla RICS Italia Conference 2026 è emerso quindi un punto chiaro: la gestione strutturata delle informazioni tecniche non è più un tema collaterale. Con l’introduzione del Digital Building Logbook nella EPBD, organizzazione e tracciabilità entrano stabilmente nelle pratiche operative del settore.
La vera sfida non sarà adottare uno strumento, ma ripensare le modalità operative. Per fondi e asset manager questo significa integrare il Logbook nei sistemi esistenti, definire responsabilità di aggiornamento e garantire coerenza tra piattaforme, trasformando l’informazione in un asset strategico.
Il Digital Building Logbook non è un adempimento normativo: è il primo passo verso una gestione più trasparente, più accurata e meno frammentata del patrimonio immobiliare.