Sommario
Questo contributo riprende due articoli pubblicati su BUILD UP da Letizia D’Angelo, Alessandro Piccinini, Sophie Dourlens-Quaranta e Rachel Desmaris, esperti di R2M Solution Italia e Francia, dedicati al Building Renovation Passport e alla sua applicazione nei diversi contesti nazionali.
La riqualificazione energetica del patrimonio edilizio europeo richiede oggi una pianificazione più strutturata. Certificare la prestazione di un edificio rappresenta un passaggio necessario, ma non sufficiente per guidarne l’evoluzione nel tempo. Serve uno strumento capace di organizzare gli interventi in modo progressivo, coordinando aspetti tecnici, ambientali ed economici.
In questo quadro si inserisce il Building Renovation Passport, introdotto dalla Direttiva EPBD IV come supporto alla trasformazione graduale degli edifici
Cos’è il Building Renovation Passport
Il Building Renovation Passport, previsto dall’articolo 12 della Direttiva e disciplinato dall’Allegato VII, sarà recepito negli ordinamenti nazionali entro maggio 2026. Si tratta di uno strumento volontario redatto da professionisti qualificati che definisce una roadmap personalizzata degli interventi di riqualificazione energetica.
L’Attestato di Prestazione Energetica descrive la situazione attuale dell’edificio. Il Building Renovation Passport organizza invece il percorso di miglioramento nel tempo, orientandolo verso il raggiungimento progressivo di standard più elevati, prima nZEB e successivamente ZEB.
Gli Stati Membri possono prevederne l’integrazione con l’APE e introdurre obblighi per determinate categorie di immobili. Il Passaporto struttura così una pianificazione per fasi che rende più coerente la sequenza degli interventi e più chiara la programmazione degli investimenti.
I contenuti secondo l’Allegato VIII
L’Allegato VIII della Direttiva definisce i contenuti minimi del Building Renovation Passport. Il documento deve includere le informazioni sulla prestazione energetica attuale dell’edificio, la verifica di conformità ai requisiti previsti dalla EPBD e ai requisiti nazionali applicabili, comprese le indicazioni relative ai sistemi di automazione e controllo (BCAS) e agli aspetti legati alla qualità dell’aria interna e alla salute.
Il Passaporto deve inoltre presentare una rappresentazione grafica della tabella di marcia degli interventi e una descrizione sintetica delle diverse fasi, includendo eventuali collegamenti a reti di teleriscaldamento o teleraffrescamento efficienti e una stima della quota di produzione e autoconsumo di energia rinnovabile, sia individuale sia collettiva.
Accanto alla dimensione tecnica, la Direttiva richiede una valutazione ambientale, anche in termini di circolarità dei materiali e indicatori di sostenibilità, preferibilmente attraverso strumenti come il Life Cycle Assessment, e una valutazione economica che delinei le possibili forme di finanziamento e l’analisi costi-benefici degli interventi.
Per garantire un documento strutturato e affidabile risultano centrali l’analisi preliminare dell’edificio, i sopralluoghi e la raccolta sistematica dei dati. Strumenti come il Digital Twin e la modellazione energetica dinamica consentono di simulare scenari di intervento e stimare in modo realistico i consumi futuri in base alle soluzioni adottate.
La Direttiva evidenzia inoltre il ruolo del Building Renovation Passport nel favorire la ristrutturazione profonda per fasi, in linea con l’obiettivo europeo di riqualificazione dell’uno per cento annuo del patrimonio edilizio.
Il ruolo dei dati e dell’interoperabilità
Affinché il Building Renovation Passport produca un impatto concreto, la qualità e la struttura dei dati risultano determinanti. La EPBD prevede che le informazioni contenute nel Passaporto siano leggibili sia dagli utenti sia dai sistemi digitali, così da consentirne l’integrazione con software e piattaforme pubbliche a livello nazionale ed europeo.
Il documento entrerà a far parte del Digital Building Logbook, il fascicolo digitale dell’edificio che raccoglie APE e altri documenti essenziali lungo l’intero ciclo di vita dell’immobile. Dati interoperabili permettono la creazione di database nazionali aggiornabili e aggregabili nel tempo, favorendo la costruzione di catasti energetici omogenei.
L’articolo 25 della EPBD IV stabilisce che gli Stati Membri debbano raccogliere e gestire i dati sulle prestazioni energetiche in archivi nazionali aggiornati, funzionali al monitoraggio dei Piani Nazionali di Ristrutturazione. L’integrazione con sistemi di automazione e monitoraggio consente inoltre di collegare il Passaporto ai livelli di smart readiness dell’edificio, migliorando l’affidabilità delle informazioni.
Italia e Francia a confronto
In Italia il sistema presenta ancora elementi di frammentazione. Nonostante ENEA abbia istituito e gestisca il Sistema Informativo sugli Attestati di Prestazione Energetica (SIAPE), la gestione dei dati resta in larga parte articolata su base regionale, con metodologie e standard non sempre omogenei. L’introduzione del Digital Building Logbook e del Building Renovation Passport può rappresentare un’occasione per armonizzare le informazioni e lavorare su basi dati più coerenti e integrate.
La Francia si colloca su un livello più avanzato. Dal 2023 ha introdotto l’audit energetico a integrazione dell’APE e dispone di piattaforme nazionali di raccolta dati, come quelle coordinate dall’ADEME e dall’Osservatorio APE-Audit, che mettono a disposizione informazioni in modalità open data. Inoltre, il Carnet d’Information du Logement, un fascicolo digitale che raccoglie nel tempo le informazioni tecniche e gli interventi realizzati sull’edificio, accompagna l’edificio lungo il suo ciclo di vita, includendo anche la programmazione dei lavori futuri e collegando progressivamente le prestazioni energetiche alla disciplina della locazione.
Il Building Renovation Passport rappresenta un passaggio verso una gestione più strutturata e misurabile della trasformazione energetica del patrimonio edilizio.
Per approfondire è possibile consultare i due articoli completi pubblicati su BUILD UP dagli esperti R2M Solution Italia e Francia.
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